Emoji e tecnologie assistive: ecco come le usa chi ha una disabilità visiva

Le emoji sono diventate, nel nostro immaginario, uno degli elementi-cardine della cultura pop. Persone di tutte le età le usano per trasmettere informazioni paratestuali (emozioni, sensazioni) e, grazie agli strumenti di sintesi vocale, anche i non vedenti e ipovedenti possono comprenderle in modo più semplice.

In genere, le emoji rappresentano in un sms tutti gli elementi non-verbali che hanno a che fare con il senso e il contesto del messaggio. Possono sostituire un’espressione facciale, l’intonazione della voce, o far comprendere meglio la chiave di lettura del discorso. Questa emoji �ad esempio, viene spesso usata per dire che la frase è sarcastica e non va preso alla lettera.

Chi ha un amico ipovedente potrebbe chiedersi come vengono percepite durante la lettura, o come usarle per comunicare con lui. Il metodo di fruizione, in effetti, è abbastanza diverso da come possiamo immaginarlo. Vediamo, quindi, il modo corretto per inviare emoji a chi ha problemi visivi, e le novità sull’introduzione di emoji “inclusive� da parte di Apple.

Emoji disabilità visiva

Emoji disabilità visiva The Mighty – themighty.com

Evoluzione delle emoji

L’emoji è “una piccola immagine o icona digitale utilizzata per esprimere un’idea, un’emozione, ecc. nella comunicazione elettronica“. Esistono dal 1998, ma sono diventate sempre più popolari nell’ultimo decennio. Oggi appaiono spesso sui social media, sms e persino nelle pubblicità.

Tra gli esempi più comuni c’è il famoso “smileâ€� (una faccina sorridente), ma anche l’emoji con gli occhi a forma di cuore, ma il simbolo del fuoco, del cuore o dell’aereo, per un totale di oltre 1800 diverse emoji. Ognuna ha un significato unico, ma potrebbe non essere così ovvio. Per fugare ogni dubbio esiste il sito web Emojipedia, accessibile anche da screen reader e tecnologie assistive.

Emoji e screen reader

Le persone non vedenti o ipovedenti usano gli screen reader, noti anche come “dispositivi di sintesi vocaleâ€� o text-to-speech, per interpretare le informazioni ricevute. Se il messaggio contiene un’emoji, la sua descrizione viene letta ad alta voce dal dispositivo.

Ad un esempio, il messaggio “Ciao! Come stai? 💛â€� con un cuore di colore giallo alla fine, viene identificato e letto in questo modo: “Ciao! Come stai? Cuore giallo”.

In una situazione più frustrante, se un utente digita cinque volte l’emoji della torta, lo screen reader legge “torta torta torta torta torta”.

Lo stesso vale per il nome utente sui vari social network: se ci sono tante emoji nel nome visualizzato, gli screen reader le leggono per esteso. Secondo Perkins eLearning, Twitter è uno dei social networks che presentano maggiori risorse per le persone con disabilità e malattie croniche: tra i migliori account spiccano il Royal National Institute of Blind People (@RNIB) e il San Diego Center for Blind and Vision Loss (@SDCBlind).

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Come vengono usate da chi ha problemi di vista

Durante la lettura, per facilitare l’interpretazione delle emoji è possibile sfruttare vari metodi, come lo zoom sullo schermo, le stampe ingrandite o la sintesi vocale. Anche normalmente sono immagini in alta qualità, spesso la tecnologia assistiva è necessaria per risolvere gran parte dei problemi.

Se inviamo una serie di emoji diverse tra loro, ma dello stesso colore, il destinatario ipovedente può avere difficoltà a distinguerle. È più facile gestire emoji in piccole quantità, mentre un messaggio che ne include molte può essere disorientante per chi soffre di visione distorta o sfocata (come nel caso del glioblastoma).

Per quanto riguarda la digitazione, in genere chi ha problemi di vista usa strumenti di sintesi vocale come VoiceOver (iOS) o TalkBack (Android), con tastiere studiate per leggere tutte le emoji sul display e scegliere quella perfetta. Purtroppo non sono molto grandi, per cui l’inserimento di emoji tramite dettatura appare più semplice da utilizzare, anche se a volte confonde la frase che descrive l’emoji con il comando del simbolo da digitare (es. “emoji occhiali da sole”, anziché 😎). La dettatura, quindi, potrebbe richiedere del tempo extra.

Emoji vs Emoticon

Le emoticon sono considerate quasi identiche alle emoji, ma si tratta di simboli o segni di punteggiatura che vanno a comporre un’immagine, e questo può creare ulteriori difficoltà. Molti screen reader leggono, ad esempio, uno smile di questo tipo 🙂 come “due punti parentesi destra”, quindi se il destinatario non ha familiarità con gli sms potrebbe non capire subito cosa stai scrivendo. Per questo, gli screen reader funzionano meglio con le emoji, piuttosto che con le emoticon.

Nel caso della stampa a caratteri grandi, le emoticon sono facilmente comprensibili solo se inserite in modo chiaro nel contesto. Meglio includere sempre descrizioni aggiuntive alla fine del messaggio, magari tra parentesi.

Posso usare emoji con amici non vedenti e ipovedenti?

A meno che il tuo amico non ti abbia chiesto di evitarlo, puoi scrivere con le emoji, ma evita di usarne più di una nella stessa riga, perché può essere fastidioso. Inoltre, è meglio non inserirle tra le parole spezzando le frasi, perché questo influenza il modo in cui i messaggi vengono letti dallo screen reader.

Per esempio, se scrivi il nome d’arte della cantante Ke$ha così com’è, la pronuncia diventa “Key-dollar-sign-haâ€� a causa della “S” che nel nome appare sostituita con il simbolo del dollaro.

Huffpost – huffpost.com

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Emoji per la disabilità visiva

Alla fine di marzo, Apple ha lanciato nuove emoji dedicate alle persone con disabilità, che includono immagini di apparecchi acustici, protesi e, soprattutto, cani-guida ed emoji per la disabilità visiva.

In questo modo, l’inclusività è entrata di diritto del mondo delle emoji, consentendo alle persone con problemi visivi di sentirsi rappresentate. Sui social network, però, fioccano commenti e meme di chi pensa che i non vedenti non possono vederle e usarle, proprio perché è facile cadere nel malinteso.

In ogni caso, la disabilità visiva non dev’essere esclusa dal mondo delle emoji, anzi, le critiche rischiano di fare solo danni. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 15% circa dei non vedenti è completamente cieco, mentre circa 1,3 miliardi di persone sono ipovedenti e hanno comunque una visione parziale utilizzabile. La cecità ha uno spettro che va dalla visione di 20/200 alla non percezione della luce, quindi non ha senso considerarla come una situazione “tutto o nienteâ€�.

I non vedenti usano le emoji

Anche chi è completamente cieco vuole utilizzare le emoji. Alcune persone sfruttano lo screen reader per ascoltare la descrizione dell’emoji, mentre altre, con una visione parziale, preferiscono strumenti come lo zoom per vederle meglio. E non importa se le emoji sulla cecità possono essere oggetto di battute poco simpatiche, perché una buona parte degli utenti pensa che siano utili a sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti come la mancanza di accesso all’istruzione, la discriminazione nelle assunzioni, il trasporto pubblico mal gestito e altri problemi di chi presenta problemi visivi.

I non vedenti e ipovedenti sono ancora, in varie situazioni, soggetti a disparità di trattamento. L’unico mezzo espressivo che riesce sempre ad “accecareâ€� il web resta la cultura pop, che offre a tutti, in modo democratico, un’altra strada per la rappresentazione di sé.

Source: http://www.ninjamarketing.it/

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