Week In Social: Instagram vietato ai minori, il podcast di Facebook e il click magico per salvare le foto

Il ponte dell’Immacolata potrà essere utilizzato per un qualsiasi momento di relax fuori porta, ma non per noi, cari ninja, che aspettiamo con ansia il weekend, servirà per aggiornarci su tutte le novità social.

Sappiamo perfettamente che non ci si può per nulla rilassare in questo mondo così troppo digital, troppe le cose che cambiano, specialmente troppo  in fretta. Ma ora, come sempre, ci pensiamo noi. Che Week in Social sia!

Su Facebook salvi le foto con un click

L’età che avanza si può contare, per ognuno di noi, dagli anni di iscrizione su Facebook. Il social che prima era lo strumento per eccellenza degli approcci e del tenersi in contatto – chi non ha mai pronunciato la frase “Sei su Facebook?” alzi la mano – ora è un social “medio”, di quelli che “se c’è bene, altrimenti non fa niente”. Come ben sappiamo, i giovani ora non sono più su Facebook poiché prediligono altri canali ma agli utenti  “vecchi” chi ci pensa?

Chi vorrà cancellarsi da Facebook non dovrà avere più la preoccupazione del materiale online. Anni e anni di foto, tag persi per sempre? No, dal 2020 sarò possibile scaricare tutte le foto con un click. Il test è già partito in Irlanda e a noi, come sempre, non ci resta che aspettare.

Instagram dice no ai più piccoli

È giusto dire di no a chi non ha l’età sui social? Instagram ha deciso di vietare l’uso della piattaforma ai minori di 13 anni per garantire esperienze più sicure. Un modo per cercare di proteggere chi è troppo giovane da un social di squali. Ma servirà a qualcosa? Come si farà a controllare l’età effettiva?

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Ce lo ha raccontato il nostro ninja Alessio Nisi:

Instagram ha spiegato a Reuters che non verificherà le date di nascita, ritiene infatti che le persone saranno oneste a proposito e potrebbe eventualmente fare affidamento sull’Intelligenza Artificialeper aiutare a determinare i compleanni degli utenti. I dipendenti di Instagram possono infatti già stimare approssimativamente l’età degli utenti esaminando i post che dicono “buon compleanno”. È anche un software di apprendimento automatico già addestrato per prevedere l’età e il genere degli utenti.

Leggi anche: Instagram chiederà l’età ai nuovi utenti. Ai controlli però ci pensa l’algoritmo

Arriva Npe

Facebook sogna i podcast. E con Mark i sogni si avverano: secondo il New York Times, infatti,  sta prendendo forma ‘Npe’, un’applicazione per il podcast dedicato al mondo dei viaggi, ma anche a tutto quello che concerne il mondo del lavoro e strumenti, ormai fondamentali, come la newsletter.

La domanda è sempre la stessa: era quello di cui il web aveva bisogno?

TikTok e Feroza Aziz

La notizia ha fatto il giro del mondo: una ragazza usa TikTok per parlare di politica. E scoppia il caso.

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Hi guys, I made a video about the situation in China with how the government is capturing the Uyghur Muslims and placing them into concentration camps. Once you enter these camps, you’re lucky if you get out. Innocent humans are being murdered, tortured, raped, receiving shock therapy, and so much more that I can’t even describe. They are holding a genocide against Muslims and they’re getting away with it. We need to spread awareness. I know it might sound useless, what can spreading awareness and talking about this even do? What are we supposed to do about it? We have our voices and technology to help us. Speak to those who can help! The UN failed to stop this genocide in the summer, we can’t let that happen again. We can’t be silent on another holocaust that is bound to happen. We can’t be another failed generation of “what could’ve, should’ve, would’ve�. We are strong people. We can do this. Only if we try #muslim #islam #tiktok #uyghurmuslims #china #freepalestine

A post shared by Feroza Aziz (@ferozzaaa) on Nov 25, 2019 at 2:25pm PST

Feroza Aziz ha usato il social per protestare contro la repressione della minoranza musulmana uiguri in Cina, il tutto mascherato da tutorial per sopracciglia. Oscurata da TikTok e poi sbloccata con scuse annesse. Ecco, i social e la censura ingiustificata, un bel capitolo da affrontare.

In breve

Moderare i contenuti di Facebook può provocare danni irreparabili? Sì, ve lo raccontiamo noi! Chris Gay, ex moderatore Facebook, ha deciso di fare causa all’azienda per i traumi subiti. A quanto pare, fare il moderatore di Facebook ti cambia la vita: omicidi, atrocità, violenze su bambini e animali, torture e di tutto e di più. Ogni giorno per 8 ore al giorno. E la cosa peggiore è sapere che tutto questo esiste oltre i social”

Spotify conquista i social: può esserci cross medialità tra le piattaforme? Esattamente. Spotify ha chiesto ad ogni utente di condividere la classifica dei brani più ascoltati e… il web oggi si colora con la musica!

Whale: la nuova funzionalità di Facebook per realizzare meme. Solita modalità: adesivi e condivisione.

Source: http://www.ninjamarketing.it/

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