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Le 7 novità SEO che non puoi ignorare nel recap di inizio autunno

  • Novità SEO 2020: tutto quello che è successo nell’ultimo anno nella galassia SEO e che non puoi perderti per restare al passo con gli aggiornamenti di Big G.
  • Cerchiamo di capire insieme la direzione che Google ha deciso di intraprendere in tema di indicizzazione e posizionamento delle pagine web, con uno sguardo alle novità tecnologiche come la vocal search e gli assistenti vocali.

 

È vero, mancano quasi 3 mesi a Natale e – grazie a Dio – il 2020 sta per finire. Ma una ripassatina alle principali novità SEO introdotte (o consolidate) nel 2020 non fa mai male. Soprattutto se ti occupi di search engine optimization e contenuti per i motori di ricerca.

Ecco un recap facile, veloce e indolore delle principali novità introdotte da Big G alle quali devi assolutamente prestare attenzione per migliorare il posizionamento del tuo sito web.

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1. Google Bert

Principale novità nel panorama SEO del 2020 (in verità uscita a fine 2019) è senza dubbio il rilascio ufficiale anche in Italia dell’aggiornamento di Google: BERT. Vale a dire Bidirectional Encoder Representations from Transformer. È più facile spiegarlo che pronunciarlo!

Si tratta dell’ultima frontiera introdotta da Google in fatto di interpretazione del linguaggio umano da parte di un algoritmo ai fini della composizione dei risultati di ricerca. In sostanza Google ha migliorato il sistema che lavora per consegnare risultati di ricerca sempre più attinenti, precisi e accurati ai navigatori del web, in base ai termini e al linguaggio utilizzati.

E cosa deve fare un SEO specialist per essere conforme al nuovo algoritmo BERT? Niente! La partita la gioca al 99,9% chi scrive o sviluppa il contenuto da posizionare su Google, che deve – come sempre – risultare di qualità e attinente. Se hai scritto il contenuto che la tua audience chiede, non avrai nessun problema a rankare in prima posizione.

2. Core Web Vitals e User Experience

Core Web Vitals (o più semplicemente Web Vitals) è il nuovo gruppo di metriche sulle prestazioni di un sito web stabilito da Google. Dei veri e propri “paletti� per favorire lo sviluppo di pagine web in ottemperanza a specifici canoni di User Experience, graditi ai crawler di indicizzazione.

Chi progetta o sviluppa una pagina web, ha una sorta di “manuale tecnico� (e relativi tool) per progettare un’esperienza di navigazione a prova di indicizzazione e posizionamento. Insomma, “come Google comanda�.

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Piccolo particolare: a partire dal 2021, l’esperienza di navigazione dell’utente sarà a tutti gli effetti un fattore di ranking. Diventa perciò cruciale avere un sito web ben progettato e strutturato, non solo dal punto di vista dei contenuti, ma della usability e della facilità di navigazione.

3. Google Web Stories

Alla fine anche Google ha ceduto al fascino delle stories. A Mountain View potevano tirarsi fuori dalla corsa all’engagement del Gen Z User? No!

Quella delle Web Stories di Google non è una vera e propria novità, quanto un “rebranding� delle AMP Stories. Uno strumento per fare “visual storytelling for the open web�, come si legge sul sito di Google dedicato ai developer.

Fare SEO con le Web Stories significa sfruttare un’ulteriore opportunità per dare risalto ai propri contenuti informativi, attraverso un format mobile-focused “visivamente ricco� e tap-through.

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4. Featured Snippet

Ti sarà capitato di fare una ricerca su Google e, dopo aver cliccato sul “risultato zero� (il riquadro in evidenza in cima a tutti i risultati, il cosiddetto featured snippet), di atterrare su una pagina con testo evidenziato.

Questa è l’ultima novità SEO 2020 in casa Google per favorire la lettura da parte degli utenti. Ma non la lettura in senso generico! L’intento è quello di dare rapidamente all’utente, l’informazione che sta cercando sul web.

Google ha ufficialmente introdotto l’evidenziatore giallo che sottolinea le porzioni di testo da cui l’algoritmo compone i featured snippet mostrati in SERP. Così che quando l’utente clicca sullo snippet, viene direttamente indirizzato sulla parte di pagina in cui questo testo compare.

Anche in questo caso la funzionalità di Google è automatica e gli sviluppatori non devono inserire nessun tipo di markup.

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5. Link in uscita e attributi di qualificazione

Già nel 2019 il motore di ricerca aveva aggiunto due nuovi tag rel – UGC e Sponsored – e cambiato l’interpretazione del rel “nofollow�. Dal 1 marzo 2020, Google ha iniziato a usare il tag rel nofollow come suggerimento anche dal punto di vista del ranking.

Che significa? Con il tag “rel” è possibile comunicare allo spider informazioni aggiuntive sui link in uscita stabilendo una relazione tra le pagine. Ovvero, come deve interpretare Google quel link in fase di scansione?

In questo caso:

  • rel=â€�sponsored“, segnala a Google un link a pagamento
  • rel=â€�ugc“, indica il collegamento a User Generated Content
  • rel=â€�nofollow“, suggerisce allo spider Google di non seguire la pagina web linkata

Secondo l’aggiornamento di marzo, i link con attributo rel=â€�nofollowâ€� non saranno più completamente ignorati in termini SEO ma si aggiungeranno al complesso sistema di analisi dei link che contribuisce a determinare il ranking di un sito.

6. Ottimizzazione delle immagini

C’è una gran bella novità SEO 2020 per quanto riguarda la compressione e la qualità delle immagini caricate sui siti web.

Si tratta del nuovo formato di file immagine AV1 (.avif). Un tipo di immagine super-compressa che Netflix ha già considerato superiore nel rapporto qualità/compressione, rispetto ai formati di immagine JPEG, PNG e anche al più recente WebP.

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Il tema della compressione delle immagini per la SEO non è una novità 2020. Google da anni raccomanda quanto sia importante avere un sito web veloce e snello nel caricamento delle immagini per un buon posizionamento.

7. Dati strutturati e ricerca vocale

Il tema “dati strutturati� è stato introdotto da Google ormai da diverso tempo, ma quest’anno è diventato ancor più centrale. Entra in gioco quando si parla di featured snippet, knowledge graph e di ricerche vocali.

Sarà quindi fondamentale, per chi si occupa di SEO, approfondire l’importanza dell’utilizzo dei dati strutturati per posizionarsi meglio nelle ricerche. Sia per rafforzare la SEO come l’abbiamo sempre conosciuta, sia quella rivolta alla voice technology.

Google usa i dati strutturati per tre scopi principali:

  • riconoscere le entità presenti nella pagina;
  • comprendere le relazioni tra queste entità;
  • restituire all’utente la risposta più attinente alla query desiderata.

Quali sono i risultati visibili dall’utilizzo dei dati strutturati?

  1. Prima di tutto, la possibilità di comparire nei rich snippet, le informazioni messe in risalto sulla SERP che compaiono per determinate query di ricerca.
  2. La possibilità di essere posizionati per particolari ricerche a livello locale, per esempio la ricerca di un ristorante in città.
  3. La possibilità di guadagnare ranking per specifiche query di ricerca vocale.

Conoscevi già queste 7 novità SEO del 2020? Quale pensi sia la più importante tra loro?

Source: http://www.ninjamarketing.it/

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